LA PORTA SANTA

STORIA

La Porta Santa di Guardialfiera, è una delle poche Porte Sante al mondo, oltre a quelle presenti nelle quattro basiliche patriarcali di Roma, alle quali è associato il lucro dell’Indulgenza Plenaria Perpetua, ossia la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati già rimessi per quanto riguarda la colpa, con la confessione.
L’esistenza della Porta Santa è un dono e un privilegio che solo un Pontefice può concedere e, in questo caso, è dovuta al ruolo svolto dalla cittadina di Guardialfiera negli eventi storici e politici accaduti tra il X e XI secolo in Italia Meridionale. La tradizione vuole che Leone IX, nel giugno del 1053, nel recarsi nelle Puglie per contrastare l’avanzata dei Normanni che stavano minacciando l’integrità del regno longobardo, abbia sostato nella “rocca” di Guardia, accolto benevolmente dal popolo e dal feudatario del luogo; e il papa, per gratitudine, abbia donato alla cittadina un suo ritratto e, cosa rarissima e preziosa, concesso il Privilegio della Indulgenza della Porta Santa, una tra le più antiche della cristianità. 

La Porta Santa si trova sul lato nord-est della Cattedrale e vi si accede tramite una gradinata laterale composta da 14 scalini, la cui costruzione è però risalente al 1926, anno di costruzione del campanile. Il portale di ingresso della “Porta Santa” è di stile gotico, con arco a sesto acuto e caratterizzato da conci lavorati con una modanatura che vede alternati tondini e gusci con capitelli a foglie d’acanto. Questo ingresso è stato ricostruito dopo il devastante terremoto del 1456 come altre parti di muratura della Chiesa.
La Porta Santa, fatta interamente in bronzo, è costituita da due battenti che chiusi simulano un pannello unico delle dimensioni di 2,10 x 130 cm. Sulla porta sono riprodotti fedelmente alcuni intarsi di pietra collocate nella muratura esterna e interna della cattedrale di Guardialfiera. Questa nuova porta, realizzata dalla Pontificio Fonderia Marinelli, è stata donata dalla famiglia Ferro e inaugurata il 1° giugno 2021.

La Porta Santa viene infatti aperta, con una importante cerimonia religiosa officiata dal Vescovo, alla presenza delle più importanti cariche religiose ed istituzionali, la mattina del 1° Giugno di ogni anno, in occasione delle festività patronali, e chiusa il pomeriggio del 2 giugno. Resta invece chiusa in occasione degli anni giubilari quando sono aperte le Porte Sante delle Basiliche romane.

 

 

CURIOSITA’

A Guardialfiera, nei giorni in cui è aperta la Porta Santa, è usanza “farsi chemmàre e chembàre de Porta Sande” ossia comare e compari di Porta santa. È una tradizione antica, tramandata oralmente, molto sentita tutt’oggi. Al centro vi è la figura di San Giovanni Battista “Io vi battezzo con l’acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,15). Difatti, a Guardialfiera, quando si diventa compari nelle varie occorrenze come battesimo o cresima, si dice che “ce štà u San Geuànne”. Lo stesso succede per i compari di porta santa.
Per diventare “chemmàre e chembàre de Porta Sande”, bisogna compiere per tre volte un vero e proprio cerimoniale seguendo un percorso circolare che inizia davanti la scalinata della Porta Santa. I “futuri compari”, sottobraccio e con spirito di devozione, recitano: “Scala sande, Porta Sande, Angele sande (riferimento all’angelo custode), Sandauedénzie sande (da notare la doppia “santificazione” riferita a San Gaudenzio, patrono di Guardialfiera), Padre, Figliuóle e Spirete sande” – “Scala santa, Porta Santa, Angelo santo, San Gaudenzio santo, Padre, Figliolo e Spirito santo”.
Questa invocazione va ripetuta in diversi punti specifici del percorso, secondo l’ordine seguente: di fronte la scalinata della Porta Santa, precisamente prima di iniziare a salire i gradini; davanti l’entrata della Porta, prima di varcarne la soglia, dalla quale si accede successivamente all’interno della chiesa; ai piedi dell’altare e qui, una volta recitata la preghiera, si indietreggia senza mai dare la spalle al tabernacolo; e infine prima di uscire dalla cattedrale.

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