CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Sia per chi proviene dalla costa Adriatica che per il viaggiatore che da monte si dirige verso il mare, l’abitato antico di Guardialfiera si presenta compatto, incastonato nei colli , aggregato attorno all’ antica Cattedrale di S. Maria Assunta.

Vanta origini molto antiche (risalente al sec. XI). Sovrasta i caseggiati: la sua grandezza appare poderosa ed il campanile, in sintonia con il colle retrostante, ne accentua la sua verticalità e la sua essenza. Un’ampia scalinata ed una rampa fiancheggiano la chiesa e numerosi elementi romanici e gotici presenti sui muri esterni testimoniano che l’edificio ebbe uno sviluppo architettonico e decorativo di rilievo.


                                                                    LE ORIGINI
La chiesa è molto importante dal punto di vista storico, perché per otto lunghi secoli è stata una Diocesi. La Diocesi di Guardialfiera ebbe origine nel 1061 sotto Papa Alessandro II e rimase autonoma fino al 1818 sotto Papa Pio VII; fu quindi aggregata alla Diocesi di Termoli in seguito alla stipulazione del Concordato. Prima della costituzione della Diocesi, nello stesso sito della chiesa attuale, esisteva una costruzione religiosa altomedioevale, connessa all’ abitato originario di Guardialfiera che, all’inizio del secondo millennio, contava ben 16000 abitanti; questo fino al ‘700, dove rimasero poche centinaia. L’organismo architettonico in esame ha subìto molteplici ricostruzioni nel corso della sua storia, dalla costruzione religiosa altomedioevale (precedentemente citata) fino ad arrivare agli interventi recenti. Nel corso della storia diversi terremoti inflissero danni alla chiesa, in particolare quello del 1456. Ci danno conferma dei restauri avvenuti nel XV sec. le iscrizioni incise sulle lapidi, relative agli anni successivi a quella data. I portali del XV sec. sono caratterizzati dal sesto acuto gotico, come quello della Porta Santa, che riporta, inoltre, una scritta sopra di esso datata 1477. L’intervento di allora mirava a rinforzare le strutture, mantenendo l’impianto basilicale a tre navate, con un grande rosone, oggi murato, in corrispondenza del presbiterio sul lato nord-est. Elementi interni alla chiesa, come l’ acquasantiera e il fonte battesimale, presentano caratteri riconducibili al XVI secolo. Risale a questo periodo anche l’esistenza di un campanile, documentata nelle Relazioni dei Vescovi. Tale campanile era situato a sud, in corrispondenza del presbiterio. Fu abbattuto perché pericolante e la chiesa ne rimase priva per 85 anni; le campane furono sostenute da una struttura in legno situata davanti la chiesa; questo fino al 1925, anno in cui terminò la ricostruzione del campanile attuale, inserito nell’angolo nord-ovest. Nel ‘700 ci fu un consistente intervento in seguito a due calamità: l’epidemia di peste del 1656 e il terremoto del 1688, che contribuì al rinnovamento barocco della chiesa e all’arrivo delle reliquie di San Gaudenzio, che furono portate da due frati cappuccini direttamente dalle catacombe di S. Priscilla, donate dal Papa al Vescovo di Guardialfiera. Furono, inoltre, realizzati contestualmente i portali barocchi: quello ad ovest, datato 1761, quello a sud corrispondente alla cripta e quello dell’attuale ingresso principale. A partire dal 1865, prima degli interventi recenti, sono stati effettuati diversi lavori: l’atrio interno in legno (oggi ricostruito) posto sotto l’organo; la ricostruzione della balaustra (successivamente eliminata) che divideva l’area assemblare della presbiterale; l’intera ricostruzione del presbiterio e del coro. 


GLI INTERVENTI RECENTI

Dal 1975 ci sono stati i cosiddetti interventi recenti: sono state sanate le infiltrazioni d’acqua, seguite da tetto e pavimenti nuovi; è stata ripristinata l’apertura della Porta Santa e aggiornato il presbiterio alla liturgia così da avere l’altare verso l’assemblea. Ma la cosa più importante ed essenziale fu il ripristino della cripta che venne trabsidata, liberata dallo strato di intonaco che nascondeva la struttura originale in pietra e collegata al presbiterio tramite una scalinata. Gli ultimi due interventi recenti risalgono al 2020: l’inaugurazione della nuova illuminazione e la benedizione della campana di San Giuseppe, realizzata dalla Fonderia Pontificia Marinelli di Agnone. La campana è in bronzo e ha un peso di 300 kg, con un diametro di 75 cm. Presenta l’effige di San Giuseppe, due fasce ornamentali e gli stemmi di Papa Francesco, del Vescovo, del Parroco e del Comune di Guardialfiera.


LA CHIESA OGGI

  • La chiesa, esternamente ,presenta quattro ingressi :

  1. Il primo ingresso è il portale barocco (che è anche quello principale) datato 1789, lato nord-ovest;
  2. Il secondo ingresso è la Porta Santa, dove si accede alla chiesa tramite una scalinata, dato il dislivello della strada in forte pendenza. E’ una delle porte più antiche della cristianità;
  3. Il terzo ingresso è il portale laterale sud-ovest, anch’esso barocco, datato 1761, che fiancheggia il portale gotico murato;
  4. Il quarto ed ultimo è l’ingresso alla cripta da sud-est (cripta utilizzata per la rappresentazione della natività durante le giornate dedicate al presepe vivente), risalente al XVIII secolo, originariamente preceduto da un altro ingresso (il portale gotico murato) sul lato nord-est della chiesa.

 

  • Le aree principali della chiesa sono l’Area presbiterale, dove sono visibili le arcate corrispondenti all’impostazione a tre navate dell’antica chiesa, e l’Area assembleare.

 

  • All’interno della chiesa sono presenti tre altari:
  • L’Altare maggiore, un altare barocco in marmi policromi, risalente al 1740, situato al centro dell’area presbiterale ed utilizzato per il normale svolgimento della messa;
  • I due Altari laterali, che fanno parte della ricostruzione generale della chiesa, avvenuta tra il 1851 e il 1855.

 

  • Le strutture più importanti e antiche della chiesa sono le seguenti:
  •  L’Acquasantiera,  con all’interno un serpente strisciante, simbolo del male sul quale si sovrappone l’acqua santificatrice;
  • Il Fonte battesimale, formato da due pietre poste su di un piede. Presenta la seguente scritta: ” HOC SUMPTIBUS ECCLESIAE FACTUM EST PROCURANTE ARCHIPRESBITERO EPO IUBENTE ANNO D. 1537 ” che tradotta dal latino recita ” Fu costruito a cura dell’arciprete, per volontà del vescovo, nell’anno del Signore 1537″, seguita dallo stemma vescovile;
  • Le pietre più antiche della chiesa presenti lungo le mura, che ne circoscrivono il perimetro. Esse sono state lavorate a mano ed importate in antichità da atri siti: la possibile datazione non va oltre l’ VIII secolo.
  • Il culto dei Santi gioca un ruolo fondamentale nella fede popolare, questo ha favorito la produzione di statue ad essi dedicate. In chiesa ne troviamo diverse, ricche di colori e spettacolarità:
  • La statua lignea dell’Immacolata Concezione, realizzata nel 1755;
  • La statua di S. Nicola di Bari, realizzata nel 1877;
  • L’Urna di S. Gaudenzio;
  • Statua della Madonna Addolorata;
  • Statua di Sant’Antonio;
  • Gesù morto;
  • Il cuore di Gesù.

Nel 1725, inoltre, fu realizzato a Sulmona l’organo, presente sul lato nord-ovest della chiesa.

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